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Sintesi Lucera nella Storia e nell'Arte

Massimiliano Monaco
Lucera nella Storia e nell’Arte
Edizione a cura del Crsec FG/30 – Lucera 2009
193 pagine, in gran parte illustrato in b/n
Introduzione di Jean Marie Martin
ISBN 9788890070181
Coordinamento editoriale
Marcella Bavia, Massimiliano Monaco
Testi
Massimiliano Monaco
Fotografie
Giuseppe Sambero
Archivi fotografici
Museo civico “G. Fiorelli”, Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici
Progetto grafico
Massimiliano Monaco, Marcella Bavia
Segreteria di redazione
Angela Coluccelli, Amalia Marino, Maria Lucia Sbrocchi, Rita Antoniciello, Ninetta Giannetta, Giuseppa Salcito, Rita Tutolo
Art
Paolo Montanaro
Stampa:
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La monografia offre un quadro completo e sistematico delle principali testimonianze storiche e artistiche di Lucera, città dai mille volti e dalla lunga tradizione culturale, dal fascino racchiuso in quello spirito di civismo che si avverte camminando per le sue strade o scoprendo le tante iscrizioni murate nelle sue case. Una città dove la storia non è solo un lontano ricordo, ma una realtà viva; un teatro veramente unico dove appaiono incredibilmente concentrati e riflessi tutti gli eventi storici dell’Italia Meridionale. Con un’analisi volutamente scevra da ogni forma di retorica municipale e che si giova delle più recenti acquisizioni storiografiche, innestate nella vicenda locale all’interno di conoscenze storico-artistiche più generali, l’Autore descrive Lucera come una città di frontiera tra la Puglia e l’Appennino, rimarcandone soprattutto le relazioni socio-economiche, i culti, le mode e le correnti artistiche e di pensiero del più vasto sistema geopolitico euromediterraneo, invitando il lettore a riappropriarsi criticamente del proprio passato e stimolandolo al piacere della conoscenza e della consapevolezza.

PRESENTAZIONE
A nome del gruppo di lavoro del Centro Regionale Servizi Educativi e Culturali di Lucera (CRSEC FG/30) sono lieta di presentare questo volume sulla storia di Lucera, città dalla lunga tradizione culturale, sempre all’altezza del giudizio con cui Orazio la additò alla storia (nobilis Luceria), che ebbe particolare splendore in età romana, sveva e angioina e ancora oggi può fregiarsi a buon diritto dell’appellativo di Città d’Arte. Una città dalla storia “ininterrotta”, la cui posizione geografica le ha da sempre conferito quel “vantaggio competitivo” di dover sempre rinascere a nuova vita.
La pubblicazione rappresenta una testimonianza dell’interesse che il CRSEC FG/30 ha per la storia del territorio su cui opera, perché la valorizzazione di un contesto territoriale, con la sua particolare natura e i ritratti che la manifestano, può passare solo attraverso la conoscenza profonda e l’interessamento appassionato.
Il volume è stato curato dal dott. Massimiliano Monaco, Socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia e del Centro Ricerche di Storia religiosa in Puglia, che ringrazio per la gentile e qualificata collaborazione. L’Autore non è nuovo a tale genere di lavori di ricerca e di alta divulgazione, avendo già elaborato sul medesimo tema altre opere assai innovative ed ispirate a sano e maturo amor loci (Lucera. Viaggio nella Storia e nell’Arte, ipertesto; Lucera Multimedia, cd-rom; http://www.luceramultimedia.it). Economista di formazione, Monaco è da tempo impegnato sul fronte della ricerca storica e artistica, delle tradizioni, dei fenomeni demografici, socio-religiosi, economico-culturali e linguistici di Lucera, sua città di origine, a cui ha dedicato monografie, contributi in volume e articoli per riviste e rassegne periodiche (Storia ed Arte della Diocesi di Lucera-Troia, Bollettino Diocesano, Carte di Puglia, Capitanata, Daunia Vetus, FMR Symposium).
In questa pubblicazione l’Autore riscrive la storia di Lucera e delle sue principali vicende artistiche, innestandole, con opportune schede di approfondimento, all’interno di conoscenze più generali. In tal modo le vicende narrate non appartengono solo ad una città, ma diventano la storia di tutta una provincia; un teatro veramente unico dove si concentrano e si riflettono tutti gli eventi storici dell’Italia Meridionale (Dauni, Greci, Romani, primi Cristiani; Goti, Longobardi, Bizantini, Franchi, Normanni, Svevi, Saraceni, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Francesi, Borbone, fino ai nostri giorni). Ciò ha una duplice valenza: fa’ comprendere meglio i monumenti e le tradizioni locali e aiuta il lettore a ritrovare nelle singole testimonianze architettoniche quel rapporto che lega (o che dovrebbe legare) Lucera al suo passato.
Messaggio culturale e strumento di consultazione e di ricerca, il volume è rivolto soprattutto a docenti e allievi delle scuole del territorio, tenendo presente che le indicazioni ministeriali in tema di studio della storia sottolineano l’importanza non solo della conoscenza della storia nazionale, ma anche di quella locale e di tutte quelle tradizioni culturali che definiscono l’appartenenza ad una comunità sociale.
Il CRSEC ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo volume e, in modo particolare l’Autore, che con il suo impegno per gli studi storici, sulla scorta di una rigorosa documentazione, con lucidità e grande serietà scientifica, profondità e sicurezza dell’indagine, ha contribuito alla buona riuscita di questo progetto divulgativo. Ma, «come una nota musicale», questo lavoro «sarebbe nulla se non appartenesse a ciò che è passato e a ciò che ha da venire» (Walter Savage Landor).
Marcella Bavia - Responsabile CRSEC FG/30

INTRODUZIONE
Lucera merita attenzione e considerazione sia per la sua storia specifica che per la ricchezza dei monumenti e la bellezza del paesaggio cittadino. Essa è l’unica città della provincia di Foggia la cui storia si possa seguire dall’età protostorica ai nostri giorni; pochi altri insediamenti, meno importanti (quali Bovino o Ascoli Satriano) hanno radici così antiche. Infatti la storia della pianura del Tavoliere e dei suoi margini è del tutto singolare. Dedicata all’agricoltura in età romana, meta della grande transumanza durante l’Impero, la pianura fu duramente colpita dalle catastrofi dell’alto Medioevo, al momento dell’invasione longobarda, e divenne un deserto dal VII all’XI secolo. Di nuovo popolata e valorizzata in età normanna, tornò ad essere una ricca regione agricola nella quale Federico II sistemò numerose masserie, aziende agricole della curia. Una nuova svolta cominciò nel Trecento, con la ripresa della grande transumanza tra Abruzzo e Tavoliere, organizzata dal sovrano aragonese tramite la Dogana alla metà del Quattrocento e che durò fino agli inizî dell’Ottocento. Ora la pianura è tornata all’agricoltura, oltre a svolgere numerose attività nel campo dell’industria e dei servizî.
Vale a dire che la storia del punto fisso costituito da Lucera, inerpicata sulle ultime colline all’orlo della pianura, si è svolta successivamente in ambienti umani del tutto diversi. Circondata da una rete di città antiche (Aecae, Arpi, Teanum Apulum) che scomparve tra tarda Antichità e alto Medioevo, in seguito fu inserita nella nuova rete delle piccole città edificate dalle autorità bizantine all’inizio del secolo XI (quali Troia, Tertiveri, Montecorvino, Fiorentino, Dragonara, Civitate); Foggia si sviluppò durante il secolo successivo (come anche San Severo). A sua volta, questa rete scomparve in gran parte, insieme a numerosi insediamenti agricoli, alla fine del Medioevo, lasciando il posto a masserie e poste.
Lucera è, innanzitutto, un bel sito: un complesso di colline che costituiscono non solo un punto strategico su una delle vie tra la Campania e la Puglia, ma anche un bel posto per l’insediamento umano. Non a caso, inoltre, la sua storia è quasi sempre stata collegata alla presenza di uffici e di edifici pubblici: l’importanza della colonia augustea ha chiaramente favorito la sua sopravvivenza, in quanto sede amministrativa e vescovile, durante tutto l’alto Medioevo e oltre; fu Federico II a sistemare la colonia saracena vicino al suo palazzo, Carlo I a edificare l’immensa fortezza ancora in piedi, i suoi successori a fare di Lucera una città demaniale: le vicende dell’insediamento dei musulmani durante tre quarti di secolo, poi del loro annientamento nel 1300 non la fecero scomparire. In seguito, la presenza dell’amministrazione provinciale, poi del tribunale, infine del liceo-convitto hanno animato la città fino all’età contemporanea.
E’ la storia di questa città originale, dall’insediamento daunio fino agli albori del secolo XXI, che percorre, attraverso un racconto ben documentato, il libro del dott. Massimiliano Monaco, ottimo conoscitore di Lucera, dei suoi monumenti, dei suoi dintorni. Ma non lo fa con uno spirito di stretto campanilismo: sa che la storia non si riassume in fatti clamorosi, ma tiene conto dell’evoluzione demografica, sociale, istituzionale che supera l’ambiente locale.
Il racconto è cronologico, come si deve; chiaramente – e giustamente – è diviso in capitoli. Ogni capitolo comprende, come filo conduttore, il racconto cronologico; ma questo s’interrompe per lasciare il posto a schede tematiche, dedicate a un argomento comparso nel testo. Le immagini e le didascalie forniscono altri elementi di riferimento.
La storia della città è presentata nella sua complessità istituzionale, sociale, economica. Va sottolineata l’importanza quasi permanente delle istituzioni pubbliche, che danno a Lucera un ruolo a livello regionale, in particolare quella del tribunale (sin dal Quattrocento) o del liceo-convitto (sin dall’Ottocento). Si contrappone, in età contemporanea, un’aristocrazia e una borghesia colta, da una parte, a una classe di braccianti che non seppe nemmeno approfittare della riforma fondiaria del 1810. Infine il libro è una preziosa guida per la visita della città: infatti, per ogni periodo (in particolare regolarmente sin dal Trecento) sono elencate e presentate le opere d’arte ancora visibili – chiese, palazzi, affreschi, quadri ecc. – nonché le istituzioni culturali fiorite in città sin dal Settecento.
Dopo una visione positiva della «belle époque», il libro si chiude con una nota più pessimistica sull’interesse dei Lucerini per la loro città. Eppure, recentemente, l’archeologia ha scoperto il sito paleocristiano di San Giusto, le città medievali di Vaccarizza (nel territorio di Troia), di Fiorentino (in quello di Torremaggiore); scavi sono stati intrapresi a Montecorvino e Tertiveri e la storia tormentata della regione permette agli archeologi di trovare campioni di epoche ben individuate. Così viene restituita una parte degli ambienti nei quali Lucera è vissuta nel passato, il che può contribuire a valorizzare le ricchezze della città inserendola in un quadro storico più ampio.
Jean-Marie Martin
C.N.R.S. – École française de Rome